op 189-1 – Mostra «Criteri della casa d’oggi» alla VII Triennale di Milano, 1939-40, con Franco Albini, Renato Camus, Enrico A. Griffini, Cesare Mazzocchi, Maurizio Mazzocchi, Giuseppe Mazzoleni e Giulio Minoletti

opera 189-1

Mostra «Criteri della casa d’oggi» alla VII Triennale di Milano, 1939-40, con Franco Albini, Renato Camus, Enrico A. Griffini, Cesare Mazzocchi, Maurizio Mazzocchi, Giuseppe Mazzoleni e Giulio Minoletti

op189 1 copertina

Scheda storico-critica

All’inizio del 1939 il comitato esecutivo della VII Triennale, composto da G. Bianchini, C.A. Felice, M. Piacentini e G. Ponti, chiama Bottoni a far parte di «uno speciale Comitato per la sezione dell’arredamento popolare». Successivamente il Comitato è trasformato in «commissione di studio» presieduta dallo stesso Bottoni, il quale ha anche l’incarico dell’ordinamento generale della sezione. In un primo tempo l’iniziativa sembra riprendere integralmente la proposta di una «mostra permanente di arredamento tipo per le case popolari» avanzata da Bottoni nel gennaio del 1934 a Giuseppe Gorla nella sua qualità di consigliere delegato dello Iacp di Milano, l’ente che poco prima aveva prodotto con la Triennale il «Gruppo di elementi di case popolari» e che collabora ora alla realizzazione di questa nuova mostra. La proposta risponde all’intenzione di educare l’operaio e il «piccolo impiegato» «sul vero significato e sulla vera utilitarietà del mobile nella casa» attraverso una mostra permanente «dimostrativa dei tipi vari dell’arredamento della casa popolare, fatta presso la sede dell’Istituto […]» (lettera di P. Bottoni a G. Gorla del 30.1.1934, copia in APB, Corrispondenza). Ancora nella seduta del 27 aprile del 1939, la commissione (di cui inizialmente facevano parte, oltre agli architetti che con Bottoni progetteranno singoli settori della mostra, anche G. Palanti e G. Pellegrini) è orientata a trattare il tema «dell’arredamento minimo, illustrando cioè come si può ottenere il massimo delle comodità col minimo spazio», tanto che viene proposto di intitolare la sezione «Casa minimum» (verbale della seduta del 27.4.1939, in APB, Documenti); ma, appena una quindicina di giorni dopo, la commissione, muovendo dalla constatazione che il compito di educare il pubblico e gli enti responsabili sui principi teorico-pratici della casa minima era stato già assolto nelle due precedenti Triennali e che ormai tali principi erano ampiamente applicati negli interventi concreti, propone di incentrare la mostra sui «criteri comuni della casa d’oggi che servono anche a fondamento per la casa minima». Viene pienamente confermato quell’intento pedagogico e divulgativo rivolto alle larghe masse che costituisce una preoccupazione costante di tutta l’esperienza intellettuale di Bottoni, e in particolare delle sue diverse partecipazioni alle Triennali: «Data l’impossibilità di esaurire solo con degli esempi costruiti tutte le svariate forme che il problema richiederebbe per essere di effettiva utilità, la Commissione propone che la Mostra abbia un carattere prevalentemente didattico nella forma e nei mezzi cosicché rimangano al pubblico chiaramente acquisiti alcuni fondamentali concetti che possano servire di guida per la risoluzione dei molti singoli casi che gli si possano presentare» (verbale della seduta del 10.5.1939, ivi). La mostra diviene in tal modo l’occasione di un bilancio dell’«evoluzione del pensiero» sul tema dell’abitazione umana; a questo scopo viene ripercorsa la stessa storia della Triennale, nel tentativo di fissare «con un riassunto comparativo lo stadio attuale di questa evoluzione […]» (Bottoni, 1940, p. 23). Per questo, seppure in chiave divulgativa, la mostra partecipa pienamente a una stagione che coincide con la drammatica esperienza della guerra: quella che, attraverso il ripensamento del lavoro di una intera generazione, vede diversi protagonisti del rinnovamento architettonico misurarsi in un’opera di sintesi e di sistematizzazione, con sbocchi sia verso una nuova manualistica sia verso l’unificazione e la razionalizzazione dei processi produttivi (basti il richiamo a quanto verranno facendo di lì a poco architetti come Libera e Ridolfi o le molteplici iniziative intraprese dai razionalisti milanesi, singolarmente o in organizzazioni da loro promosse, come ad esempio quella di «Cantieri»). L’intento dimostrativo e divulgativo è perseguito nel caso specifico della Mostra dei criteri della casa d’oggi mediante l’organizzazione di un itinerario distinto in tre parti: in una prima sala introduttiva è affrontato in modo «teatralizzato» il confronto fra la casa di ieri e quella di oggi dal punto di vista della condizione sociale, dell’igiene, della tecnologia e dell’organizzazione dei servizi; in una seconda «galleria», più estesa, è effettuata una diretta comparazione fra enunciati teorici e concrete realizzazioni di architetture d’interni per ciascuno degli ambienti tipici di una casa «semplice e media»; conclude infine la rassegna un alloggio tipo del tutto simile a quelli realizzati dall’Istituto fascista autonomo per le case popolari della Provincia di Milano e arredato su progetto di Cesare e Maurizio Mazzocchi. Se la prima parte, curata in particolare da Bottoni e Mazzocchi, traccia il quadro di un intero processo di civilizzazione, in una chiave che ricorda i metodi pedagogici delle università popolari, nella «galleria» la parte esplicativa dei criteri che presiedono alla organizzazione dei singoli ambienti, curata in particolare da Albini e Minoletti, espone in una sintesi manualistica l’esperienza accumulata dal movimento razionalista sul fronte della casa, dove i risultati conseguiti nell’ambito degli interni di case borghesi sembrano volersi fondere con le progettazioni sperimentali compiute nel campo della casa popolare. Non si tratta però di un allineamento al disegno di restaurazione che questa edizione della Triennale rappresenta rispetto a quella precedente di Giuseppe Pagano. L’estraneità a quel disegno non è solo dimostrata dal fatto che la Mostra dei criteri della casa d’oggi – come non manca di sottolineare «Corrente» – è relegata, assieme alle altre due sezioni più significative, la Produzione in serie di Pagano e la Mostra della Grafica di Sinisgalli, Veronesi e Pintori, in un padiglione staccato e quindi allontanata dall’ufficialità del palazzo dell’Arte; lo attestano direttamente gli interni realizzati e posti a concreta verifica degli enunciati. In questi «progetti chiari» (Trasanna, 1940, p. 8) si respira finalmente un’aria nuova rispetto all’adesione alla politica corporativa e al populismo di qualche anno prima: nel soggiorno-studio di Minoletti, nel pranzo-soggiorno e nel guardaroba di Bottoni, nella cucina di Albini, nel bagno e nella stanza da letto di Albini e Minoletti e nella camera del bambino di Griffini (temi affidati per sorteggio) circola l’idea della «casa per tutti» su cui si vedranno di lì a poco sia significativi sviluppi teorici (con Bottoni protagonista) sia concrete realizzazioni dopo la Liberazione. Nei due ambienti realizzati su progetto di Bottoni la saldatura tra le diverse esperienze di progettazione di interni, in precedenza rivolte a specifici ceti sociali, è particolarmente evidente. Il guardaroba non si distingue da certe soluzioni messe a punto da Bottoni per alloggi minimi o per le piccole camere d’albergo; a sua volta, il soggiorno presenta una semplicità non diversa dagli interni da lui studiati per gli alloggi Incis nel dopoguerra, se si eccettua la ricchezza dei tessuti sgargianti e il grande pannello realizzato per l’occasione da Gabriele Mucchi. Nello specifico, questo dipinto, assieme al lungo tappeto che appare come la sua coloratissima ombra, interviene a distinguere la zona del pranzo da quella del salotto, dando vita al soggiorno come fusione dei due spazi.

Giancarlo Consonni

In G. Consonni, L. Meneghetti, G. Tonon (a cura di) Piero Bottoni. Opera completa, Fabbri, Milano 1990, pp. 291-292.

Bibliografia

P. Bottoni, Determinare i criteri della casa d’oggi, in «Domus», a. XIII, n. 145, gennaio 1940, pp. 23-24.

VII Triennale di Milano. Guida, Milano 1940, pp. 157-167.

A. Del Massa, Motivi della Settima Triennale, in «La Nazione», 13.4.1940.

N. Bertocchi, Alla Triennale di Milano, in «Il Resto del Carlino», 20.4.1940.

G. Veronesi, Alla VII Triennale, in «Panorama», a. II, n. 8, 27 aprile 1940, pp. 32-33.

G. Trasanna, VII Triennale, in «Augustea», a. XV, n. 13, 15 maggio 1940, p. 78.

Motivi della Triennale, in «Corrente», a. III, n. 9, 15 maggio 1940, p. 1.

C. E. Rava, I tessuti di canapa nell’arredamento moderno, in «La Canapa», a. VIII, n. 5, maggio 1940, pp. 11-16.

S. B., La carta da parato e i suoi diversi tipi, in «Domus», a. XIII, n. 150, giugno 1940, p. 112.

Mostra dei criteri della casa d’oggi, ivi, n. 151, luglio 1940, pp. 36-39.

R. Papini, Le arti a Milano nell’anno XVIII, in «Emporium», a. LI, n. 545, 1940 pp. 211-219, ora in parte in [Id.], Cronache di architettura, 1914-1957. Antologia degli scritti di Roberto Papini, a cura di R. de Simone, Edifir, Firenze, 1998, pp. 311-319, in part. p. 314.

M. C. Tonelli Michail, Il design in Italia 1925-1943, Laterza, Bari 1987, pp. 71-74.

G. C. [Consonni], Mostra «Criteri della casa d’oggi» alla VII Triennale di Milano, 1939-40 […], in G. Consonni, L. Meneghetti, G. Tonon (a cura di), Piero Bottoni. Opera completa, Fabbri, Milano 1990, pp. 291-292.

Bibliografia a cura di Giancarlo Consonni

Documenti scritti

Commissione per la mostra dell’arredamento popolare, seduta del 27 aprile 1939, verbale. Dattiloscritto, 2 cc./2 pp.

Verbale della seduta della commissione di studio per la sezione “criteri della casa d’oggi” alla VII Triennale 1940, Milano 10 maggio 1939. Dattiloscritto, 2 cc./2 pp.

Idem, bozza. Manoscritto, 5 cc./5 pp.

Commissione per la mostra “Criteri della casa d’oggi”, seduta del 22 giugno 1939-XVII presso lo studio dell’arch. Piero Bottoni. Dattiloscritto, 1 c./1 p.

Schema della mostra “Criteri della casa d’oggi” o “La casa d’oggi” o “La casa minima”, allegato al documento descritto al punto precedente, 23 giugno 1939. Dattiloscritto, 1 c./1 p.

Programma di distribuzione del lavoro fra i membri della Commissione per la sezione “Criteri della casa d’oggi” e Programma dei temi da svolgere nella sezione stessa. Dattiloscritto, 10 cc./10 pp.

Idem. Dattiloscritto, con annotazioni manoscritte, firmato Piero Bottoni, in due copie, 10 cc./10 pp.

Mostra dell’abitazione economica, bozza della seconda parte del documento sopra descritto. Dattiloscritto con correzioni e integrazioni manoscritte, 6 cc./5 pp.

Appunti relativi alla seconda parte del documento sopra descritto. Manoscritto, 6 cc./6 pp.

Commissione della sezione “Criteri della casa d’oggi”, verbale della riunione del 30 novembre 1939, Milano 2dicembre 1939. Dattiloscritto, firmato Piero Bottoni, 1 c./1 p.

Idem. Dattiloscritto, 1 c./1 p.

Didascalie varie per la sezione, 14 marzo 1940. Dattiloscritto, 2 cc./2 pp.

Mostra Criteri della casa d’oggi, sala introduttiva, […] I criteri della casa di una volta e quelli di oggi. Dattiloscritto con correzioni e integrazioni manoscritte, 6 cc./6 pp.

Criteri della casa d’oggi, bozza. Dattiloscritto con integrazioni manoscritte, 4 cc./4 pp.

Idem, bozza. Manoscritto, 2 cc./3 pp.

Elenco relativo all’ordinamento della mostra. Dattiloscritto, in due copie, 2 cc./2 pp.

Archivio Piero Bottoni

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20158 Milano

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