La «Raccolta Terragni»


La «Raccolta Terragni» conservata nell’Archivio Piero Bottoni del Dipartimento di Progettazione dell'Architettura del Politecnico di Milano si compone di 198 unità documentarie: 68 disegni (di cui 30 originali, 18 copie eliografiche con intervento e 20 copie eliografiche), 85 fotografie, 23 diapositive e 22 documenti scritti (compresi gli stampati). Nel conteggio sono inclusi 22 disegni, 41 fotografie, 11 diapositive e 16 documenti scritti riguardanti i due concorsi urbanistici e di disegno urbano a cui Terragni e Bottoni hanno lavorato insieme: il CM8 del 1933-34 - ovvero il progetto del piano regolatore di Como firmato da Piero Bottoni, Cesare Cattaneo, Luigi Dodi, Gabriele Giussani, Pietro Lingeri, Mario Pucci, Giuseppe Terragni e Renato Uslenghi - e il 5CM del 1937-38, ovvero il progetto della nuova Fiera campionaria di Milano di Piero Bottoni, Pietro Lingeri, Gabriele Mucchi, Mario Pucci e Giuseppe Terragni. Per queste due opere la «Raccolta» non può che coincidere con la documentazione conservata da Bottoni sul proprio lavoro e seguirne la logica di catalogazione/collocazione (salvo che per le diapositive, che restano raggruppate separatamente e idealmente legate alla trascrizione delle conferenze per cui sono state predisposte). E il criterio è stato mantenuto anche nel caso del progetto per la nuova Fiera campionaria di Milano: nonostante si sia ritenuto di attribuire al solo Terragni lo studio del Ristorante per 10000 persone e dell'annesso padiglione dell'Arredamento della casa e dell'albergo, i disegni relativi non potevano che restare accorpati agli altri. 
Allo stesso modo, le 8 fotografie e le 7 diapositive nelle quali Terragni è ritratto con altre persone sono mescolate alla documentazione relativa a momenti ed eventi della vita di Bottoni. 
Sul versante dei disegni, tolti i 6 pezzi del periodo universitario di cui si è detto e i 22 relativi al CM8 e al CM5, rimangono, a completare la 
«Raccolta», 40 pezzi: 8 lucidi e 32 copie eliografiche (di cui 12 con interventi). Mentre sul resto dei documenti è possibile, sia pure con qualche incertezza, risalire alle circostanze in cui Bottoni ne è venuto in possesso, su come e quando queste 40 tavole siano pervenute a Piero Bottoni è difficile persino formulare delle ipotesi. 
Le opere interessate sono sei. Per quattro di esse i materiali aggiungono solo elementi di dettaglio a quanto già noto. 
Il Progetto del mercato generale annonario di Como redatto con il fratello Attilio nel 1932 è ben documentato in una delle due versioni presentate al concorso-appalto: quella con il motto 
«Decennale». Si tratta in tutto di 8 copie eliografiche, 2 delle quali con interventi. Su queste ultime è definito, sia pure in forma di abbozzo a matita, l'impianto elettrico. Il fatto è abbastanza curioso per un progetto presentato a un concorso. Evidentemente - si può arguire - i due progettisti pensavano di avere la vittoria in tasca. 
Ampia è anche la documentazione riguardante la Casa del fascio di Como (1932-36): 19 copie eliografiche, di cui 11 con interventi. Il maggior interesse sta in un paio di piante: in una spiccano le annotazioni di pugno di Giuseppe Terragni circa i materiali da adottare per i vari ambienti del secondo piano; nell'altra figurano i calcoli sui 
«sopraccarichi» relativi al terzo piano. Nell'insieme si tratta di materiali disomogenei: le copie eliografiche sono di diversa grammatura e colore e con segni su alcune tavole che fanno pensare a un loro impiego sul cantiere. 
Più modesta, e decisamente lacunosa, è la documentazione relativa ad altre due opere: il Progetto di hangar per idrovolanti con sede dell'Aeroclub Ghislanzoni a Como (1930-31) e il Monumento ai caduti di Como (1930, 1931-33, con Attilio Terragni). Il primo è documentato con una sola copia eliografica con interventi. L'interesse maggiore sta in quest'ultima tavola in cui è tracciata a matita la sagoma del serramento/lucernario, pensato - e poi realizzato - per proteggere dalle intemperie l'apertura circolare che dà luce alla cripta dall'alto. L'aggiunta a matita lascerebbe intendere che il serramento non fosse inizialmente previsto o che, quanto meno, fosse stato lasciato a una successiva definizione. 
Le novità significative vengono invece dagli 8 disegni su lucido: i 7 riguardanti l'Ampliamento delle scuole di Olgiate Comasco del 1930-32 e la tavola che riassume per intero il Progetto di sistemazione e ampliamento di una casa in viale Varese 61/63 a Como del 1934, nella versione poi realizzata, attribuibile al solo Attilio Terragni: un documento comunque importante perchè collegato a una seconda versione, da chi scrive ritrovata all'Archivio Comunale di Como e, dopo gli opportuni riscontri, attribuita a Giuseppe Terragni. 

Giancarlo Consonni, Graziella Tonon, Terragni inedito, Ronca Editore, Cremona 2006, pp. 9-10.